Vancouver e Vancouver island
Vancouver e Vancouver island

VANCOUVER E VANCOUVER ISLAND, IL CANADA CHE NON TI ASPETTI

Se mi avete seguito negli ultimi 15 giorni sui social, avrete visto il mio stupore e le mie emozioni  nell’esplorare questa terra magica, il Canada dell’ovest.

Devo confidarvi che all’inizio non ero così felice, anzi…era uscita una super offerta per un volo con Lufthansa e l’abbiamo presa sull’onda dell’entusiasmo ma poi nei mesi successivi ci siamo fatti molte domande…sarà un viaggio entusiasmante per il folletto? Sarà freddo? Non saranno troppo pochi i giorni?

In realtà tutte le nostre risposte ci sono apparse davanti nel momento in cui siamo scesi dall’aereo e abbiamo messo piede a Vancouver, nella British Columbia canadese, sulla costa del Pacifico.

Questa zona del paese, vanta una serie di climi e paesaggi molto diversi tra loro, per cui, in estate, si passa dai 28° della città ai 2° della zona dei ghiacciai, dalla neve delle famose Rockies –le montagne rocciose- alla siccità delle zone costiere che poi in inverno diventano piovosissime. Montagne, foreste e ghiacciai ne fanno da padrone, ma non mancano praterie e zone aride…insomma una natura davvero imponente!

La nostra prima tappa è stata Vancouver, una vivace metropoli che ci ha subito stupito per i suoi abitanti orientali, la maggioranza cinesi, ma soprattutto per la sua pulizia e per l’integrazione sociale. Qui ad ogni domanda ti rispondono con un sorriso in un perfetto “British english” essendo una ex colonia britannica.

La città si estende sul litorale e, da un lato domina un golfo che poi si estende sulle montagne, mentre dall’altro si scorgono le vette dell’isola di Vancouver.

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Il nostro viaggio è stato itinerante. Abbiamo affittato l’auto in aeroporto e ci siamo spostati in autonomia fino ai parchi naturali delle Rockies, Banff e Jasper, per poi scendere su Wistler e traghettare sull’isola.

La nostra prima sosta scesi dall’aereo dopo l’intercontinentale è un parco. Ce ne sono moltissimi a Vancouver, la gente si svaga, cammina, gioca con i bimbini e mangia il gelato.

Il Queen Elisabeth Park è in cima ad una collina che domina la città, fatta del downtown con i grattacieli ma anche dalle casette in stile elisabettiano del circondario. Scattiamo le prime foto e ci rilassiamo davanti alla fontana che circonda la piazza.

Visitiamo anche la geode dove viene riprodotto un clima pluviale con farfalle ed uccelli liberi di volare anche se devo dire che dopo aver visitato la vera foresta nell’isola avrei decisamente rinunciato alla visita della cupola! Ma come primo approccio naturalistico non ci è parso male!

Raggiungiamo il nostro hotel, il Trump tower, al centro della città e comodissimo a piedi a tutto. Di solito prediligiamo le catene alberghiere abbastanza economiche ma per questa vacanza abbiamo usufruito di alcune notti premio che avevamo con delle tessere punti e devo dire che questo hotel è stato una delle chicche della vacanza! Super lussuoso, camere molto ampie e zona centralissima!

Lasciamo le valigie, ci facciamo la doccia e cerchiamo di superare l’ostacolo del fuso orario uscendo subito a cena. Ci dirigiamo verso il Canada Place, una zona commerciale dove nella piazza è stata messa la scritta “Canada 150” visto che quest’anno è il centocinquantesimo anno di fondazione dei parchi nazionali canadesi. Facciamo la foto di rito e, costeggiando le superlative vedute del porto, ci spostiamo a Gastown, il centro storico della città.

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Qui vecchi edifici e strutture moderne coesistono su strade di mattoncini rossi, cabine telefoniche rosse e pub inglesi ed irlandesi. La zona è vivace e piena di gente nonostante l’escursione termica sia notevole e dai 28° del giorno siamo passati ai 15° della sera!

La strada principale è Water Street che, nel suo centro mostra lo splendido Steam Clock un orologio del 1977 caratterizzato da un vecchio fischio da piroscafo che sbuffa vapore e fischietta ogni 15 minuti. Poco più avanti, in Maple tree square,  c’è la statua di Gassy Jack, il fondatore della città ovvero il primo proprietario di un saloon. Sullo sfondo svetta l’Harbour Centre Tower, il grattacielo più alto della città.

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Ceniamo in un carinissimo ristorante inglese della zona e prendiamo le prime confidenze con il valore del dollaro canadese e le mance! Vi ricordo che qui la mancia è obbligatoria ed è calcolata in circa il 15% del totale che si trova sullo scontrino. Vi ricordo inoltre che tantissimi pub bellissimi del centro rispettano le regole anglosassoni e quindi i bambini non possono entrare; la politica sugli alcolici qui è molto restrittiva.

Il nostro secondo giorno comincia con una classica colazione da Starbuck’s, un nostro must in vacanza ormai, e prosegue con il noleggio delle biciclette per attraversare lo Stanley Park.

Prendiamo le bici da Spokes in Georgia St, ma di noleggi ce ne sono moltissimi, ricordatevi solo di prenotarle in alta stagione altrimenti non ne troverete! Forniscono anche i caschetti ed i carrellini chiusi per i bambini più piccoli.

Questo parco è il più grande di Vancouver e presenta anche moltissime delle cose da vedere in  questa città. Si può percorrere anche a piedi ma le distanze sono grandi per cui la bici è il mezzo più consigliato. Cominciamo il percorso che è ben segnalato e circolare. Costeggiamo Deadman’s Island per raggiungere la nostra prima tappa, la zona dei Totem.

I Totem sono molto presenti nella cultura di questa parte del Canada e provengono dalle Queen Charlotte Island; raccontano storie antiche con i loro disegni, storie di famiglie, guerrieri, capi e tradizioni dei popoli delle First Nations. Sono tutti intagliati nel legno di cedro, che qui è l’albero nazionale, alcuni colorati altri no ma tutti originali.

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Io che amo la simbologia e cerco di trovare sempre un significato a tutto non vi nascondo che mi sono davvero emozionata nel vedere queste opere svettare in mezzo al parco.

Raggiungiamo Prospect point, il punto più alto che ci offre una vista mozzafiato sulla baia ma anche sul Lions Gate Bridge, questo ponte stile San Francisco che la attraversa. Terminiamo il percorso con la Lost Lagoon, una laguna naturale ricca di uccelli e balneabile in estate. Qui c’è anche l’acquario ed il museo della scienza che purtroppo non riusciamo a visitare ma che dicono siano molto belli per i folletti.

Facciamo pausa pranzo con un panino veloce e ci dirigiamo al Capilano Suspension Bridge che si trova un po’ fuori per cui necessitiamo della macchina. Il tragitto è breve e arriviamo velocemente.

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Ecco…questo è il parco a mio avviso (ed anche del folletto eheh!) più bello di tutti. È famoso per avere questo ponte in corda lungo 137 metri e sospeso a 70 metri di altezza tra le due sponde del fiume Capilano. Ps…se avete paura dell’altezza fatevi accompagnare perché dondola davvero molto!

A tutti i folletti viene distribuito in entrata un libricino con i timbri da fare ad ogni punto del percorso. Il parco è molto grande oltre al ponte ed è tutto ombreggiato da aceri e cedri secolari. L’avventura vera e propria però si svolge “on the top” cioè sulla cima degli alberi stessi dove troviamo la Treetops adventure! Passerelle in legno, scale ondeggianti, alberi e natura da scoprire oltre a scoiattoli iperattivi alla ricerca di cibo ed uccelli canterini. Insomma…a noi è piaciuta moltissimo anche perché ci siamo conquistati la prima spilla da Ranger ed è stata una soddisfazione.

In tutti i parchi naturali canadesi, ma lo avevamo fatto anche in Usa, c’è lo Junior Ranger Program che permette ai bambini a seconda della fascia di età di interagire con il parco stesso e li aiuta a capire il contesto in modo divertente e senza annoiarsi! Una caccia all’indizio che ci ha tenuti attivi per tutta la vacanza!

La serata si conclude con la visita di Chinatown che però ci delude molto. Ci aspettavamo quella di una grande città mentre invece è una zona desolata e sporca. Visitiamo comunque il giardino Dr.Sun Yat-Sen e ceniamo in un ristorante thai.

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Il nostro ultimo giorno proviamo per colazione la catena canadese Tim Hortons che poi ci delizierà spesso per il suo ottimo caffè ed i prezzi davvero bassi. Se volete le ciambelle stile Homer Simpson questo è il posto che fa per voi!

Il museo dell’antropologia University of British Columbia Museum of Anthropology  ci delude un po’…forse ci aspettavamo più storia indiana e totem, invece al di là di alcune sculture di spicco e le case Haida dei primi insediamenti si rivela un’accozzaglia di vasi e opere moderne. Finiamo quindi la visita prestissimo e ci spostiamo a Granville Island dove esploriamo il mercato ricco di frutti di bosco, che qui ne fanno da padrone e artigianato locale. Ci fermiamo per pranzo e prendiamo il sole nella baia.

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Anticipiamo il traghetto per l’isola di Vancouver che vi consiglio assolutamente di prenotare. Vi informo che i porti di partenza ed arrivo sono diversi per cui valutate bene le distanze! La percorrenza è di circa 1 ora e 15 per Victoria.

Victoria è la vera capitale del British Columbia. Una città di cui mi sono innamorata! Cesti di fiori ovunque, aria salmastra, lampioni e negozi stile old english…insomma una vera chicca! La passeggiata per il centro è poco impegnativa, il Parlamento si staglia sul porto e dietro di lui il Royal BC Museum. Il parco adiacente Thunderbird park ospita dei totem riprodotti da artisti locali che è facile anche vedere finché intagliano. Stupenda la strada centrale Goverment St che ci porta nell’atmosfera londinese fino a Market square con i suoi Saloon in stile.

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Anche qui super fortuna perché tra punti e qualche soldino in più siamo riusciti  a pernottare una notte in un castello! Davvero British!

Questi sono giorni di relax perché torniamo da tanti km percorsi in auto nei parchi i giorni precedenti…per cui ceniamo rilassati assaggiando anche le ostriche locali che vi consiglio perché davvero ottime ed abbordabili. Ps cena nel pub irlandese più grande di Victoria ed il fish and chips con il salmone è davvero squisito!

Ultima tappa del racconto è Tofino, affollato centro turistico che confina con il parco naturale del Pacific Rim. Quattro ore circa di auto per raggiungerlo dalla capitale. Una cittadina vivace, con surfisti ovunque per la presenza di onde alte e tanto vento, ma con la foresta pluviale alle spalle. Stiamo qui due giorni in spiaggia fortunatamente al sole ma vi informo che qui ci si sveglia sempre con la nebbia…il sole fa capolino verso le 11 del mattino e se ne va alla sera.

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Le maree sono importanti, le spiagge brulle e selvagge e non si può certo prendere il sole! Noi ci dedichiamo all’esplorazione di una parte della foresta con il libretto del parco per il ranger program, a giochi in spiaggia ed a una gita per il Whale watching.

Le balene le abbiamo già viste in California a ci emozionano sempre con le loro codone ed il dorso rugoso!

Spero di avere entusiasmato anche voi con questo racconto lungo ma davvero essenziale! Tante altre cose ci sarebbero da dire su questa parte di mondo che rimane ancora incontaminata! Se vi serve qualche delucidazione scrivetemi! Intanto io vi aspetto sempre sul blog con le mie ricette dal mondo e le nostre avventure!

…intanto se volete una meta di montagna alternativa leggete qui come fare un’alba in malga!

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